Stranezza: per il Regno - L'alfabeto dell'anima di don Prospero

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L'alfabeto dell'anima
di don Prospero Bonzani
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Stranezza: per il Regno

S
Gv 20,20: "Maria di Magdala andò dal discepolo che Gesù amava".
Saprei fare tutto il possibile per dovere. Ma preferisco gettarmi nell'impossibile per Amore. Ammirami di Pietro, Apostolo del coraggio, ma incantami di Giovanni, Apostolo innamorato!
Grazie per questo Giovanni che sa restare indietro e far correre Pietro davanti a lui!
Dona anche a me, Signore, la gioia di restare indietro quando potrei con tanta facilità passare davanti. Donami la gioia di vedere attribuiti ad altri i miei meriti, pur che il bene vada avanti!
Donami l'umiltà sincera di nascondermi appena fatto del bene così che chi lo ha ricevuto non sappia chi ringraziare!
Donami, come dice l'Apostolo Paolo, di essere nella mia famiglia, nel mio ambiente, colui che semina, nell'attesa gioiosa che poi sia un altro a raccogliere!
Grazie, Signore Gesù, per questo Apostolo Giovanni che non si è fermato alle tue mani operatrici di miracoli, ne' alle tue parole di sapienza, e neppure al tuo volto radiante divino splendore: ha spinto gli occhi del suo cuore nel tuo cuore!
Metti, Signore, anche sui nostri passi delle persone capaci di fissarci attentamente, serenamente, profondamente, negli occhi, più incantate, tuttavia, dal mistero e dalle sorprese del nostro cuore!
Grazie, Signore Gesù, per questo Discepolo che ha saputo intraprendere una "relazione sentimentale" con Te, al punto da essere sconcertantemente chiamato "il discepolo che Gesù amava".
Concedi anche a me, Signore, di leggere il tuo Vangelo, di servirti nel Povero, di riconoscerti nell'Eucaristia, senza fermarmi mai ai tuoi "insegnamenti", sintonizzando invece i battiti del mio cuore in un rapporto anche sentimentale con Te.
Grazie, Signore, per questo Discepolo vergine. Ci hai dato in lui la prova di una possibilità imprevista: quella di non abbracciare una persona per abbracciarle tutte.
Ma gli hai insegnato l'acrobazia di vicinanze sentimentali audaci; libere, profonde, facendo di lui vergine l'intimo della Vergine tua Madre.
Tu, Signore, che abbracciavi i bambini, Giovanni, l'Adultera e tua Madre, a Giovanni, il vergine, affidasti tua Madre sotto la croce: Giovanni l'avrebbe saputa abbracciare senza trattenerla, imitando il gesto delle tue braccia, spalancate sulla croce, all'abbraccio universale.
Dona anche a noi, sposati o sposabili, chiamati ad abbracci unici e fedeli, quell'intimità verginale con Te, Signore, come a Giovanni.
Rendi il nostro cuore capace di abbracci molteplici, profondi e tuttavia spirituali, appassionati e tuttavia liberi, personali e tuttavia universali.
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