Pecatto: esame di coscienza, non inganniamo noi stessi - L'alfabeto dell'anima di don Prospero

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L'alfabeto dell'anima
di don Prospero Bonzani
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Pecatto: esame di coscienza, non inganniamo noi stessi

P > Peccato > esame di coscienza
 
Gv 1,8: "Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi".
 
Direttamente: 73. certo che sento un senso di colpa quando non seguo il fiuto della vera felicità e dell'amore! Ma il senso di colpa è un fatto mio personale, e cerco io il mio deodorante, invece che lasciarmi andare nella vasca della confessione, questo perdono nella famiglia della Chiesa, rappresentata da un prete: cosa gli interessa a lui se abbiamo il conto in banca o se succhio un gay. Se Dio c'è io me la intendo direttamente con Lui!
 
A me è toccato: 74. io sono nato uomo, cioè maschio, uomo vero, insomma, ed è una gran fortuna, per tutta la libertà che mi permetto, per i mestieri che posso fare, per la scioltezza del comportamento che posso tenere, per i diritti che posso vantare, per i fastidi mensili e il bambino in pancia che non avrò mai, e soprattutto per quella sensibilità così vulnerabile che non porto; anzi sono "corazzato"! A me invece è toccato nascere femmina, e fin da piccola giocavo alle bambole. Mi sento prigioniera dei miei sentimenti, fragile nel mio umore, intuitiva più che ragionevole, ma soprattutto non posso sopportare questa generosità che porto nel corpo e nel cuore, questa capacità di donarmi e abbandonarmi in un mondo a misura di belva, cioè di maschio!
 
Specchio: 75. che bello fermarmi a pensarmi, a contemplarmi, a guardarmi allo specchio, a sentire la mia voce al registratore, a contarmi le ferite della vita, a cercare appassionatamente di piacere a qualcuno, a tanti, vivere così allo specchio di me stessa, bella o brutta che sono, con la paura di dover un giorno spaccare il vetro con il pugno e... vedere il mondo dall'altra parte!
 
Poesia: 76. la musica raffinata, l'arte contemporanea, la scultura greca, la poesia di Omero e di Quasimodo, lo splendore del cielo stellato, l'incanto di un neonato, il mistero di mi morente, la bellezza di una donna da vedere soltanto, la sinfonia del silenzio... tutto tempo perso, attacca lo stereo!
 
Bisturi: 77. qualcuno ha messo nel mio cuore l'insoddisfazione dell'allegria e del piacere, ha messo nel mio cuore una sete feroce di amore e di felicità: sete di ciò che non esiste. qui il bisturi: castrate il mio cuore!!!
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