Nel Medioevo, il recupero scolastico della metafisica - 25 parole per un linguaggio etico e personale

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Nel Medioevo, il recupero scolastico della metafisica

Responsabilità
Nel medioevo sorsero filosofie e religioni che ripresentano La responsabilità con l’impossibilità umana di assumerla: posto l’individuo senza relazione morale con l’altro, scompare la solidarietà su bene e male e il ristretto concetto di responsabilità di Caino pervade sulle opere, la via da seguire, la testimonianza e lotta.
Per chiarire le relazioni morali con la ragione e le virtù, San Tommaso scrisse che le azioni virtuose sono raccomandate agli uomini in molte maniere dagli scritti del nuovo testamento per predisposizione dalla grazia dello Spirito Santo che dona e infonde nell’uomo la legge nuova, non solo come norma indicatrice delle cose da farsi, ma anche come aiuto per compierle: dona la forza di fare la verità.
San Tommaso recupera la metafisica Aristotelica, che diviene strumento per approfondire la fede, con piena promozione della persona; la ragione è così presentata come un senso naturale per dirigere utilmente la volontà e la legge eterna è identificata con la ragione della divina sapienza che muove tutto al fine dovuto. Dio ama e si prende cura di tutta la creazione con leggi fisiche, per cui mediante la ragione si può conoscere la legge eterna di Dio che indica il giusto libero agire.
Sotto la legge naturale l’uomo è chiamato a provvedere a sé e agli altri con umile, ragionevole e responsabile cura, contrastando abitudini e disposizioni patologiche e passionali, per giudicare e scegliere con l’intelletto, per cui l’azione è dominata dalla volontà.
Quando la volontà segue la guida di Dio con i Suoi doni, l’uomo opera con perfezione, senza che sia intaccata la natura ricevuta, che anzi è perfezionata ed elevata, permanendo principio dei propri atti mediante i doni di Dio; essi sono abiti operativi che nel rispetto del libero arbitrio rendono congruenti l’agire e l’essere alla mozione divina e insieme conservano responsabilità e consapevolezza, rinnovati in Dio e immersi nel mistero del suo amore infinito.
L’agire responsabile è così collegato a virtù come la prudenza e la previdenza. Il concetto di prudenza oggi evoca un atteggiamento timoroso e negativo di fronte all’azione, ma in origine è la virtù della responsabilità personale, del rischio coscientemente assunto per la delibera, che prescrive il ben agire in ogni situazione, con scelte ponderate e non affrettate da impulso o passione. La Prudenza è la virtù intellettuale che conduce a vivere e comportarsi bene con giusti mezzi, affetti e desideri che sorgono dai riflessi o dai pensieri.
La naturale inclinazione a provvedersi di riserve di beni è lecita previdenza a causa dei condizionamenti del mondo, tuttavia i beni condivisi o indivisi evitano l’egoismo; l’elemosina, la carità e la restituzione sono atti virtuosi di giustizia, che divengono argomento di merito per la vita eterna.
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