Tenerezza - 25 parole per un linguaggio etico e personale

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Tenerezza

Sentire
La tenerezza comprende lo stato d’animo altrui e comunica vicinanza, sgorga dall’affettività per benevolenza e si distingue dalla sensualità che tende al godimento del corpo. La tenerezza si mostra disinteressata nell’attenzione rivolta alla persona e alla sua situazione interiore, ma rischia di scomparire nel soddisfare le proprie esigenze di affettività. L’uomo è limitato e lo è anche il suo disinteresse, che è da educare verso il fare bene affermando la dignità del prossimo; ciò è beneficenza verso di sé realizzata nell’atto d’amore.
C’è un diritto di accettare la tenerezza, come quello di manifestarla, è perfino doverosa verso chi ne ha bisogno, ma se eccessiva può degenerare in interessamento affettivo o desiderio di godimento che eccitano l’egoismo; perciò il vero amore è tenero e fermo, ma non è intenerimento e debolezza nella lotta per la persona e il suo bene. La tenerezza che appare come amore, ma ne è priva, è seduzione esteriore con egoismo di sensi e sentimenti dissimulati, mentre è la continenza ad aprire al vero amore con sacrificio e rinuncia.
Formare e coltivare la virtù richiede sforzo interiore e responsabilità per non approfittare di affettività e sensualità. La tenerezza prematura o esagerata non è a servizio di un amore vero e oggettivo. Senza temperanza, castità e continenza si rischia di cercare solo un piacere immediato, che non perviene al bene; tale amore non si rinnova, ma si spegne.
La partecipazione dei sentimenti e l’impegno avvicinano nell’amore con intesa e comprensione più dell’affettività. Questa tenerezza salva l’amore coniugale da egoismo e godimento, rafforza la coscienza dell’unione sentendo i moti dell’anima e provvede al bene della persona, che ha bisogno di motivazioni profonde e ciò la rende grande; infatti, il solo istinto non realizza, ma è integrato nella ragione e nell’interiore senso di responsabilità legato anche alla procreazione, con quell’amore che è fonte e fine del divenire del genere umano, anche quando non è conseguibile; ignorare o deformare ciò non realizza l’armonia e il compimento nell’espressione coniugale[1].

[1] K. Wojtyła, Amore e responsabilità, in Id., Metafisica della persona, Bompiani, Città del Vaticano 20144, 671-701.
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