Antonio Rosmini e l’ontologia della norma morale - 25 parole per un linguaggio etico e personale

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Antonio Rosmini e l’ontologia della norma morale

Norma
Il beato Rosmini fonda oggettivamente la norma morale sulla dignità della persona, risolvendo la controversia di empiristi e idealisti tra etica dei fini (Aristotele) ed etica del dovere (Kant). Sia nella legge ideale, sia nell’adesione reale della volontà alla legge, il pensiero e gli atti morali si rendono concreti.
Se la ragione determinasse tutto non vi sarebbe la volontà, che invece agisce indipendentemente e si conserva libera; può infatti agire o resistere e scegliere per impulsi resi prevalenti dal giudizio pratico, pur sentendo la necessità di non dissimulare le proprie percezioni e non errare nella conoscenza. Poiché interessi od orgogli possono disonestamente disconoscere la verità per seguire il piacere, l’uomo spesso teme o si illude che l’obbligazione sia solo illusione o timore, per cui la volontà può muovere creativamente a giudicare opportuno se seguirla o infrangerla, agendo rettamente o peccando.
Kant non spiega tutto ciò e, anteponendo la moralità alla coscienza e la forza dell’obbligazione alla conoscenza, confonde la ricettività soggettiva della legge con l’obiettività della legge che è luce dell’uomo.
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