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3.1.2. La sfida della Verità morale ed etica - Algoretica del Bene - Cap. 3

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3.1.2. La sfida della Verità morale ed etica

dignità umana
Applicare il concetto della realtà oggettiva anche in campo morale ed etico è particolarmente difficile. Il coinvolgimento di valori profondamente radicati genera dibattiti e disaccordi su come ponderarli e se dar loro priorità. Tuttavia, la fattualità delle evidenze permette di stabilire l’esistenza di risposte giuste o sbagliate, anche quando il discernimento è difficile.
La chiave è la natura monolitica della realtà; la realtà è organizzata in un modo particolare, e il nostro compito è scoprire la sua struttura, non inventarla.[1] Questa prospettiva implica che esistono fatti oggettivi, inclusi quelli sulla natura umana, sulla coscienza e sulla moralità, i quali sono indipendenti da opinioni soggettive e da ipotesi non validate dalla scienza.
 La sicurezza che vi sia l’unicità del vero, sebbene l’ipotesi sia difficile da dimostrare o da comprendere appieno, può essere un potente principio guida nella ricerca in un campo di conoscenza. Esso incoraggia al rigore nel pensiero con apertura a nuove prove, nella profusione di energie per una più profonda comprensione del mondo che ci circonda; anche a fronte di complessità e controversie, si richiede quindi l’umiltà di riconoscere che non possiamo aver compreso appieno tutta la Verità.

[1]     Cfr. Aristotele, Metafisica, Bompiani, Milano 2004, IV, 7 (1011b23–1012a24): il principio di non contraddizione è il fondamento del rigore logico che afferma la natura unitaria della realtà oggettiva. La logica solida è lo strumento per eliminare risposte false o incoerenti.
 
 
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