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3.2.3. La Gerarchia per evitare gli arbitrii - Algoretica del Bene - Cap. 3

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3.2.3. La Gerarchia per evitare gli arbitrii

Procreazione
Ogni arbitrio di compromesso depotenzia i principi fondamentali generando ingiustizie e insoddisfazioni per molti.
L’approccio proposto si basa su una solida gerarchia valoriale con criteri scientifici e logici:
1.  Il rispetto della dignità ontologica dell’essere umano è irrinunciabile e prioritario su ogni altra considerazione, in quanto essa è inalienabile e universale. Ogni legge e progetto dovrebbero salvaguardarla.
2.  Per equità e sostenibilità della società umana si devono assicurare i servizi basilari alla persona; ogni intervento porti a un miglioramento effettivo, equo e diffuso; come i benefici, anche gli oneri devono essere gestiti con etica, equamente distribuiti e senza sviluppare nuove disparità né accentuare quelle esistenti.
3.  Solo dopo aver garantito i servizi primari, si può sovvenire ai bisogni secondari; è cruciale distinguere i bisogni necessari per la vita e per lo sviluppo della persona, anche se non strettamente legati alla sopravvivenza immediata, dai desideri che sono aspirazioni personali e non vitali. Questa gerarchia [1] implica che, in un contesto di risorse limitate, la soddisfazione dei bisogni, anche secondari, deve avere la precedenza sui desideri che sono soggettivi e opzionali.
4.  Il principio organizzativo fondamentale dovrebbe fornire sussidiarietà al nucleo essenziale della società: la famiglia può essere autonoma ed è il primo luogo dove si generano, si educano e si sviluppano gli esseri umani. Ciò implica che lo Stato e le istituzioni superiori dovrebbero intervenire solo quando la famiglia viene a mancare (p. es. adozioni) o per sovvenire alle necessità di quelle più bisognose. La Legge dovrebbe rafforzare la famiglia in sussidiarietà, senza sostituirsi nei doveri e nei diritti genitoriali o indebolirne i legami;[2] dovrebbe perciò riconoscere come loro spettante il ruolo educativo nei temi più delicati e meno tecnici, garantendo ambienti favorevoli.
Applicando questo schema alla discussione sulla PMA, alcuni riconoscono l’infertilità come patologia, pur non fisicamente dolorosa, da porre entro l’ambito del diritto alla salute. In ogni caso, la forma della cura rientra nel tema dell’equità ed eticità; la sua sostenibilità è inoltre da valutare rispetto ad altre cure sanitarie che possono risultare di maggiore priorità.
Il desiderio di genitorialità, pur profondo, può essere classificato come un bisogno secondario o un desiderio, a seconda della sua intensità e del contesto sociale. La sua soddisfazione verrebbe dopo aver assicurato i diritti fondamentali, nonché l’equità e l’economia della soluzione.
L’adozione, da questa prospettiva, è l’opzione che meglio si integra con il principio di sussidiarietà alla famiglia, non costruendo nuove vite, ma affidando chi ne è privo a nuovi genitori adottivi.
Questo approccio propone un metodo decisionale più strutturato, che cerca di evitare le ambiguità e le potenziali ingiustizie dei compromessi basati solo sulla negoziazione delle parti, favorendo invece una costruzione sociale basata su principi e priorità chiare. È un modello di pensiero coerente e robusto per affrontare le complesse sfide sociali.

[1]     Cfr. Maslow, A. H., A Theory of Human Motivation, in Psychological Review, vol. 50, n. 4 (1943), pp. 370–396: la Gerarchia dei Bisogni pone alla base la soddisfazione delle esigenze fisiologiche e di sicurezza, distinguendole dalle aspirazioni di autorealizzazione; tuttavia, a differenza di una progressione puramente lineare, tale gerarchia funge da scala che può ascendere verso il Bene o discendere verso il male, in base all’inclinazione etica e morale delle proprie aspirazioni.
[2]     Cfr. Italia, Costituzione della Repubblica Italiana, art. 118: sul principio di sussidiarietà orizzontale.
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