3.1.7. Il fondamento biologico della dignità
dignità umana
La definizione biologica della vita conferisce alla dignità ontologica obiettività e potenziale universalità.
Le definizioni alternative, che intendono risolvere casi limite attraverso criteri soggettivi o funzionali, eludono l’evidenza scientifica e rischiano di ferire la dignità dei più vulnerabili con discriminazioni e negazionismi. Basare il valore della persona su attributi culturalmente determinati nega, di fatto, l’universalità dei diritti umani.
Altri tratti sociali o etici possono caratterizzare la persona, ma non ne influenzano la radice ontologica. Fin dalle prime fasi dello sviluppo, l’esistenza biologica costituisce il fondamento inequivocabile per il suo riconoscimento e nessuna caratteristica acquisita, per quanto significativa, può alterarne o diminuire tale dignità.
In sintesi, la dignità ontologica sussiste in virtù della sola esistenza biologica, dal concepimento fino alla morte naturale. Questa prospettiva fornisce una base scientifica per rispettare ogni essere umano in quanto tale e per tutta la sua vita, indipendentemente da qualsiasi capacità o attributo variabile.