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Lo strumento per una Visione Integrale - Algorethics

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Lo strumento per una Visione Integrale

Anteprime > Introduzione
L’ambizione finale di questo studio trascende il mero trasferimento di codici etici a un algoritmo nell’auspicio di una sinergia virtuosa tra intelligenza umana e artificiale.[1]
 
L’AI, nel suo agire coerente al codice, non è chiamata a sostituire il discernimento personale, ma a farsi alleato critico. In quanto artefatto, essa elabora fatti e concetti dal mondo e restituisce risultati che influenzano le persone, agendo con argomentazioni logiche che riflettono la solidità (o l’incoerenza) dei principi che la persona desidera (o fallisce nel) perseguire.
 
Nel quadro di un rigoroso confronto basato sulle salde regole della logica, alla ricerca della Verità e di soluzioni che conducano più vicini ad essa, risuona questa istanza quale augurio in virtù degli intenti divulgativi e il giusto monito onde prevenire l’errore e la manipolazione:
   
Si pensi alla ricaduta positiva che un’attendibile e veritiero sistema informativo può avere sull’esercizio delle libertà civili, sul rafforzamento del costume democratico, sull’elevazione della qualità della vita sociale e culturale…, e quale, per contro, possono essere le conseguenze di notizie erronee o intenzionalmente manipolate. [2]
 
Il Decalogo emerge come un codice universale, in virtù di tale specificità, poiché l’antico patrimonio morale offre una guida all’elaborazione di algoritmi per l’AI con saldi principi, per un buon servizio che tuteli l’umanità e la vita di ciascuno.[3] Infatti, la scienza informatica richiede e ripresenta requisiti etici chiari, stabili e non negoziabili, essenziali per prevenire le derive utilitaristiche o relativistiche dell’AI e assicurare un servizio alle persone fondato sul Bene, mentre la meditazione personale riapre alla ricerca del senso morale con una spontanea domanda:
 
se la logica informatica
 
accoglie le parole dell’antica sapienza,
 
la ragione umana le farà proprie?
   
La risalita verso il Principio Trascendente (il Bene Assoluto) è la risposta sostenibile al nichilismo e al vuoto valoriale della modernità. Questa prospettiva pone la logica, sia formale che implementata in AI, quale riferimento per l’integrità personale.
 

 

   
 
[1] Cfr. Russell, S., Human Compatible: Artificial Intelligence and the Problem of Control, Viking, New York 2019: sul problema di allineare ai valori umani i sistemi AI con obiettivi etici ben definiti.
 
 
 
[2] Tripodi, A.M., Cebelski, W., Carità intellettuale e nuova evangelizzazione, LEV, Città del Vaticano 2011, p. 41.
 
 
 
[3] Cfr. Dicastero per la Dottrina della Fede e Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Antiqua et Nova. Nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana (28 gennaio 2025), d’ora in avanti citata come: Nota Antiqua et Nova (2025), n.68: “le vite umane sono preziose in se stesse, al di là del loro rendimento economico”.
 
 
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