Bene e bontà sono i fondamenti
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Più volte il libro della Genesi afferma che. riguardo la sua opera, il Creatore
vide che era cosa buona (Genesi 1,10.12.18.21.25).
E dopo la creazione dell’uomo
vide che era cosa molto buona (Genesi 1,31).
La Logica e la storia insegnano che l’introduzione di un assioma superiore porta a spiegare la visione del sistema reale osservato.[1] Risolvendo le giuste domande sui perché e i dilemmi su apparenti contraddizioni proposti dalla ragione critica, si riconosce una via che riconnette estremi che concorrono ad una migliore comprensione del sistema etico. L’assioma agisce come principio esplicativo e semplificatore, richiamando il Principio di economia del detto Rasoio di Ockham [2].
Logica e Ragione applicate alla realtà materiale e trascendente non conducono a contraddizioni; anzi, sono orientate unitariamente alla Verità.[3] La bontà e il Bene sono i riferimenti primari per le azioni che conferiscono alla persona umana una dignità particolare e molto buona.[4]
[1] Per esempio la storia della scienza illustra come l’introduzione della Relatività o della Meccanica Quantistica abbiano risolto classici dilemmi scientifici.
[2] Cf. Ockham G., Scriptum in Librum Primum Sententiarum – Ordinatio. Edizione critica a cura di G. Gal e S. Brown, St. Bonaventure (N.Y.), 1967: suggerendo di non moltiplicare gli enti oltre il necessario (Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem), a parità di potere esplicativo, si preferisce la spiegazione più semplice e con meno assunti.
[3] Cf. Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Fides et ratio, n. 34, AAS 91 (1999), pp. 34‑35: L’unità della verità è già un postulato fondamentale della ragione umana, espresso nel principio di non-contraddizione.
[4] Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, LEV 19992, nn. 355-357 e 369-373, sulla dignità di uomo e donna perché creati a immagine di Dio.