Vai ai contenuti

Introduzione dell'Autore - Algorethics

Salta menù
Title
Salta menù

Introduzione dell'Autore

Anteprime > Introduzione
Con la maturità dell’era elettronica ci stiamo addentrando nell’era dell’intelligenza artificiale (AI) con la necessità di regole che assicurino sicurezza per l’umanità e non la sola utilità. Gli ideali a cui aspirare richiedono la concretezza alla quale il mondo moderno si è abituato.
 
La filosofia moderna e la cultura contemporanea hanno catalogato una miriade di etiche sorte per rispondere a esigenze legate a variegati obiettivi e secondo le ancor più disparate e divergenti opinioni. Inoltre, in questo mare di opzioni, si cercano visioni pluraliste, con utilitarismi che rendono il tutto indistinto; da esso si percepisce il riemergere di un indifferente raccordo del tutto con il niente, in un assurdo sottofondo di un esistenzialismo liquido, che spazia dal più cangiante relativismo all’atarassia del più immobile nichilismo.
 
Da questo ambiente è difficile, se non impossibile, estrarre saldi principi, per cui urge una ricerca radicale per promuovere l’umanità nella Verità del suo essere prima ancora di identificare un’etica valida, resiliente e magari condivisibile per la codifica di solide regole per l’AI.
 
Da tale spunto, quest’opera propone e sviluppa un ritorno all’antica sapienza che ha sempre custodito le Dieci Parole che sono vicine al nostro fragile essere. Esse rappresentano una relazione tra mondo metafisico e mondo terreno, attraverso la quale l’umanità riceve ideali vicini al suo cuore; si identifica così la fonte per preziose analogie che ispirano come delineare un quadro da trasporre in requisiti informatici. La formulazione di una guida per l’Intelligenza Artificiale (AI) donerà così uno strumento che tutti possano riconoscere come intrinsecamente etico.
 
Pur aspirando a concetti universalmente condivisi, esso attinge all’antica tradizione giudaico-cristiana. Il Decalogo (Le Dieci Parole) contiene principi fondamentali per molte religioni; esso ha verosimilmente origine nel XII secolo a.C. e le prime redazioni testuali risalgono almeno al V secolo a.C.
 
Sotto il profilo della teoria dei sistemi complessi, il Decalogo si configura quale architettura di istruzioni atte a preservare l’integrità di persone e sistemi. In questa prospettiva, l’analogia tra la legge morale e il requisito informatico non è solo suggestiva, ma strutturale: così come nei sistemi industriali complessi alcuni protocolli di input/output sono programmati per prevenire il collasso logico (deadlock), il protocollo di allineamento qui proposto garantisce che l’agire dell’AI sia coerente con la verità della persona.
 
Sebbene alcuni recepiscano il riferimento al Decalogo come indice di rigidità o esclusività, tale tradizione offre sia una visione metafisica sia un concreto messaggio morale all’umanità.
   
Al contempo, ogni persona può innalzare la propria ragione oltre le contingenze, per riconoscersi libera di partecipare ad un mondo migliore. Questo scambio è approfondito per condurre il mondo informatico al cuore delle problematiche etiche, per progettare sistemi artificiali che ci aiutino nel prezioso dovere di agire per il bene.
Torna ai contenuti