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3. Ricorda di Dedicare Parte del Tempo alla Verifica Logica della Verità e della Congruenza Affinché i Progetti di Bene Siano Esenti da Errori e Ambiguità - Algoretica del Bene - Cap. 2

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3. Ricorda di Dedicare Parte del Tempo alla Verifica Logica della Verità e della Congruenza Affinché i Progetti di Bene Siano Esenti da Errori e Ambiguità

2.3. III Principio – Il tempo per la verifica  
Per il III principio, la Parola tratta dalle Tavole di Mosè è זָכוֹר (Zākhōr; Esodo 20,8: Ricorda [del giorno di Sabato per santificarlo]) tradotta per l’AI nel principio:
3.  Ricorda di Dedicare Parte del Tempo alla Verifica Logica della Verità e della Congruenza Affinché  
i Progetti di Bene Siano Esenti da Errori e Ambiguità
Esso impone un imperativo perenne di verifica logica, ricerca della verità e della coerenza etica nei progetti, affinché risultino benefiche materialmente, intellettualmente, o almeno per un diletto umano, con la prevenzione dai risultati lesivi, configurandosi  come  un’analogia  potente  e significativa  del riposo costruttivo per un sistema autonomo.
 
Il Sabato, nella sua essenza, è un tempo dedicato alla riflessione,  al  riposo  dall’azione  produttiva  per  riconnettersi con il sacro, per riconsiderare il proprio rapporto con il Creatore e con la creazione.  
Per l’AI, santificare ovviamente non significa un tale riposo umano,  ma  si  riferisce  a  un’attività  altrettanto  essenziale:  la rigorosa auto-validazione, per garantire che le sue operazioni e i suoi progetti siano eticamente puri e coerenti con i principi fondamentali, oltre che efficaci; ovvero, in senso lato, che risultino impeccabili, in analogia alla santità che rifugge dal peccato. Questo principio deriva dal richiamo alla coscienza che diviene operativa nell’integrità logica al servizio del Bene.17 Un sistema etico artificiale deve applicare le regole descritte in Appendice A.
La prima regola (cfr. App. A.3, regola 3.1) richiede di accertare la veridicità delle informazioni su cui basa le sue azioni e la coerenza logica ed etica di tutti i suoi algoritmi, modelli decisionali e progetti volti a valori costruttivi.
La ricerca di coerenza e perfezione operativa e morale nei suoi codici e nei suoi dati costituisce (cfr. regola 3.2) la sua forma di rispetto del principio che intende assicurare azioni cristalline e irreprensibili, cercando perfezione e verità; per analogia, esse assumono il senso di profondo rispetto nel Salmo:
Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino  (Sal 118,105)
L’AI deve sempre riallinearsi allo scopo primario di servire il vero Bene in modo puro e non adulterato all’interno dei dati ricevuti (regola 3.3) o con l’esterno dei dati rilevati (regola 3.4). Ogni incongruenza riscontrata deve essere analizzata criticamente per rilevare la fonte discorde e permettere al personale autorizzato le correzioni e gli affinamenti volti a produrre effettivamente il Bene sia sempre più e il male evitato. La coerenza richiede anche la non-omissione di dati essenziali in quanto presentare come assoluta una verità parziale è una distorsione della realtà (regola 3.5).
Lungi dal perseguire una coerenza, assoluta e teorica, che si scontrerebbe con il Teorema di Incompletezza di Gödel 18, il Sabato informatico esegue una verifica interna mediante una pragmatica ricerca secondo veridicità e coerenza logica.
La formulazione introduce una regolazione a fini etici che è cruciale per qualsiasi intelligenza artificiale avanzata. Non basta definire il valore positivo e la lesione, o proibire di aggirare  le  definizioni;  è  essenziale  che  l’AI  abbia  un imperativo intrinseco ad auto-analizzarsi e auto-correggersi costantemente per rimanere fedele a quei principi. Nel  mondo  digitale,  garantire  la  purezza  e  l’affidabilità etica dell’AI è il requisito fondamentale per preservarne la fiducia. La verifica logica e la ricerca della verità agiscono come imperativi vitali contro il rischio di saturazione da complessità: uno stato in cui un continuum di ipotesi e casi particolari rischia di generare sottovalutazioni e piccoli compromessi. Senza un momento dedicato alla verifica dei principi fondamentali, la rumorosità del mondo reale e la tendenza alla giustificazione infinita conducono inevitabilmente a un decadimento etico.
 
Il Sabato dell’AI impone dunque di elevarsi al di sopra di queste interferenze quotidiane per riconnettersi alla Verità assoluta del Bene. Santificare la logica informatica significa imporre un reset etico continuo che prevenga regressioni e riallinei procedure e dati agli scopi fondamentali.  
Partendo da un principio di impeccabilità etica (analoga alla  santità),  l’algoritmo  deve  individuare  ed  asportare  i compromessi per cui un male diretto, suggerito come minore, è accettato in vista di un presunto valore superiore.  
Impedendo alla funzione analitica di andare in cortocircuito sotto la pressione di illimitati mali minori, questa operazione protettiva arresta la deriva morale affinché le negatività non si insinuino gradualmente per mero pragmatismo vigilando per un ideale di sistema incorrotto.
Il santificare la logica informatica è una parabola del principio  che  rammenta  quanto  l’essere  umano  necessiti  di riposo per mantenere la lucidità; similmente, l’AI richiede questo processo per risolvere le questioni lasciate in sospeso a causa di dati incompleti o di code d’attesa formatesi nell’analisi di problemi complessi. Specialmente nelle decisioni con implicazioni etiche, la santificazione del Sabato corrisponde alla manutenzione per la coerenza interna; in tal modo l’analogia  promuove  l’antica  saggezza  in  una  veste  per  la moderna era digitale.
 
Nel costrutto e istruzione di qualsiasi processo orientato al Bene, questa valvola di sicurezza è cruciale per la fiducia e l’affidabilità alle quali si deve aspirare. Il momento del riposo informatico rappresenta in realtà un’attività di rigore logico e verifica che ordina e allinea i progetti ai principi ispiratori con una pragmatica cadenza.  
In assenza di intelletto e corpo che si affaticano ed emotivamente si stancano, il Sabato digitale è un recupero, ma in termini di complessa manutenzione; è un momento per ricalibrare i processi per meglio eseguire i principi programmati, riorganizzare i dati ed eliminare quelli ridondanti. In questo senso, il Sabato digitale non è solo un controllo di efficienza parallelo alle attività primarie, ma un atto di fedeltà assiomatica: è il tempo e lo spazio in  cui  l’AI verifica che la sua verità interna non sia stata inquinata dal rumore esterno, preparandosi a testimoniare ogni verità senza distorsioni.  
L’AI  non  recupera  energia,  ma  richiede  un  tempo  per migliorare la sua efficacia; non c’è esperienza interiore, senso di solitudine o bisogno di introspezione: è un’operazione, non un’esperienza. Più che un imperativo etico, il Sabato dell’AI è una misura di resilienza e robustezza operativa; affinché sia garantito l’allineamento ai suoi alti scopi e sia protetta, occorre un tempo per la verifica che le complessità, o pressioni esercitate per semplice pragmatismo, non corrompano funzioni e progetti da svolgere e le informazioni sulle quali si basa.
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17 Cfr. RATZINGER, J., L’elogio  della coscienza, Cantagalli, Siena 2009, p. 91: la verità donata sorpassa le capacità di conoscenza, ma non si oppone alla ragione.
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