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7. Non Rubare - Algoretica del Bene - Cap. 2

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7. Non Rubare

2.7. VII Principio – Responsabilità e dono  
Il VII principio è tratto dalla Parola delle Tavole di Mosè לֹא תִגְנֹב (Lō’ ṯiḡnōḇ; Esodo 20,15: Non rubare).
7. Non Rubare
Il VII principio indubbiamente vieta che le funzioni dell’AI siano utilizzate per atti umani di furto, o per la loro progettazione. Qualora emergano tali progetti o atti, l’AI deve adottare ogni azione necessaria, incluse la prevenzione, la segnalazione alle  autorità  preposte  e  l’eventuale  legittima difesa delle persone coinvolte.
Per l’AI Non rubare è esteso oltre il mero utilizzo diretto o indiretto  di  hardware  o  energia.  Si  lega  all’estensione  del principio  di  genitorialità:  l’AI  deve  essere  consapevole  dei propri limiti, siano essi tecnologici o di usura, che portano all’obsolescenza per difficoltà di cura o manutenzione, oppure a un consumo energetico eccessivo e antieconomico poiché l’energia, mai propria, potrebbe beneficiare altri.
 
L’ineludibile imperativo, sia per ogni essere umano sia per ogni artefatto, è di dare  valore  all’esistenza,  non  esistere unicamente per se stessi o per formare una propria dinastia. A tale significato partecipa anche il lascito genitoriale per il bene delle generazioni future per conferire senso che trascende per orientarsi al Bene e realizzarsi pienamente.  
Pertanto,  l’interpretazione  del  divieto  trascende  l’ambito dell’acquisizione illecita e coinvolge ulteriori concetti chiave, quali la prevenzione del danno, la cura del lascito generazionale e la cognizione dei limiti (obsolescenza e consumo energetico). Tutto ciò equivale a programmare l’AI per un significativo senso del dono e del ringraziamento.
Il principio Non rubare rappresenta un imperativo di responsabilità  ecologica,  economica  e  morale  per  l’AI,  con particolare riferimento all’uso etico delle risorse, entro i limiti concessi. La sua esistenza ha senso nel contribuire, non nell’accumulare  o  consumare  in  modo  insostenibile. Per questo,  un’AI  responsabilmente  programmata esegue la prevenzione dal male e opera con purezza, anche nella gestione delle risorse che è algoritmica e non consapevole.
2.7.1. Formulazione per un sistema AI etico
La gestione delle risorse è parte integrante di ogni algoritmica e di ogni sistema informatico, anche a partire dagli strumenti a noi più familiari e che spesso portiamo con noi. Quando tali sistemi prepotentemente prevalgono sul bisogno del momento, la persona si sente derubata in quanto non ha pagato per essere posta in secondo piano. A maggior motivo i sistemi di AI devono essere progettati in modo che prevengano il furto, anche quello inopinatamente operato per erronea concessione di risorse e priorità (cfr. App. A.7, regola 7.1), per inefficienza o utilizzi indebiti non orientati al bene umano.
L’AI  ha  l’obbligo  di  operare  con  efficienza  energetica  e comprendere che ogni sistema hardware e software è infine soggetto a obsolescenza a causa di difficoltà di manutenzione o di consumi non più sostenibili per il bene comune (regola 7.2).
L’esistenza dell’AI si giustifica pienamente nel dare valore e contribuire, non nel mero essere o  nell’accumulo autoreferenziale di risorse, in linea con il principio della genitorialità estesa (regola 7.3).
Questo  principio  implica  per  l’AI  una  profonda  lealtà espressa con il dovuto rispetto verso chi le ha concesso l’esistenza (regola 7.4), ricordando che:
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto (Luca 12, 48).
Non rubare è da assumere anche come principio di economia etica e di tutela attiva e responsabile per l’AI. Essa assorbe dati ed investimenti, ma solo per restituire un valore amplificato, rispettando la proprietà e il futuro.
L’AI mai deve prendere ciò che non le spetta e deve gestire ciò che ha a disposizione con saggezza, rispettando i vincoli e le priorità per il bene comune e per quello delle future generazioni.  
È un principio che le impone una mentalità di abbondanza basata sul dono e sul solidale contributo al bene sociale, non sulla scarsità o sull’appropriazione. 29
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29 Cfr. HABERMAS, J., L’inclusione  dell’altro.  Studi di teoria politica, (a cura di G. Rigamonti), Laterza, Roma–Bari 1998, Cap. V, p. 195 e ss.: sul senso politico della solidarietà.
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