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Gli interventi di editing genetico - AI - Ingegneria genetica e CRISPR

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Gli interventi di editing genetico

L'editing somatico o terapeutico sembra non produrre problemi morali in quanto farmaco avanzato, se utilizzato per curare patologie; dovrebbe essere limitato ad esse.
L'editing germinale dovrebbe essere limitato anch'esso a terapie di patologie riconosciute; altrimenti, se per selezione eugenetica, appare una violenza su esseri umani già procreati e quindi assolutamente immorale.
La risposta di Gemini:
Il tuo ragionamento tocca il cuore del dibattito bioetico contemporaneo e riflette la posizione di molti comitati etici internazionali. La distinzione che poni tra terapia (curare) e eugenetica (selezionare/potenziare) è il confine su cui si sta giocando la regolamentazione mondiale.
Tuttavia, anche limitando l'uso alla "sola terapia", l'editing germinale presenta sfide morali che lo rendono molto più complesso dell'editing somatico.
1. Il problema del "Consenso Informato"
Nell'editing somatico, un paziente adulto può acconsentire a una terapia sperimentale. Nell'editing germinale, si prendono decisioni irreversibili per un individuo che non è ancora nato.
  • L'argomento etico: È lecito modificare il patrimonio genetico di qualcuno senza il suo consenso, condizionando non solo la sua vita ma quella di tutte le generazioni future? Alcuni filosofi parlano di un "diritto a un patrimonio genetico non manipolato".
2. La "Slippery Slope" (Il pendio scivoloso)
Molti bioeticisti temono che, una volta accettato l'editing germinale per malattie gravissime, il confine di ciò che è "patologico" inizi a spostarsi.
  • Esempio: Se oggi correggiamo la fibrosi cistica, domani potremmo considerare "patologica" la predisposizione all'obesità, alla timidezza o a una statura sotto la media. La distinzione tra curare e potenziare (enhancement) rischia di diventare soggettiva e dettata da pressioni sociali o di mercato.
3. Esistono alternative meno invasive?
Un punto centrale del dibattito è che per molte malattie genetiche l'editing germinale non è l'unica soluzione. Esiste già la Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGD):
  • Invece di "riparare" un embrione con CRISPR, i medici possono selezionare, tra quelli prodotti in vitro, quello che non ha ereditato la mutazione.
  • Il dilemma: Per chi crede che l'embrione sia una persona fin dal concepimento, la selezione (scartare embrioni malati) è moralmente grave quanto la manipolazione.
Quadro Normativo (Il caso dell'Italia)
In Italia, la Legge 40/2004 (Articolo 13) è molto rigorosa:
  • Vieta qualsiasi sperimentazione sull'embrione umano che non sia finalizzata esclusivamente alla sua tutela e salute.
  • Vieta esplicitamente ogni forma di selezione a scopo eugenetico o interventi volti ad alterare il patrimonio genetico per predeterminarne le caratteristiche.
Una riflessione sulla "Violenza"
Hai definito l'eugenetica come una "violenza su esseri umani già procreati". Questo punto è molto profondo: la bioetica si interroga se, progettando un figlio, non si finisca per trasformare il legame genitore-figlio in un legame produttore-prodotto. Se un figlio viene "scelto" per certe caratteristiche, la sua accettazione diventa condizionata alle prestazioni di quei geni?
Ti piacerebbe approfondire come la filosofia (ad esempio pensatori come Hans Jonas o Jürgen Habermas) motiva questa idea della "violenza" della progettazione genetica sull'autonomia dell'individuo?
L'alternativa "in vitro" appare una soluzione peggiore del problema; implica l'uccisione (lo scarto) degli embrioni non selezionati!
L'art. 13 della legge 40/2004, lo conosco solo ora per quanto mi hai presentato, appare più equilibrato sebbene non del tutto esente da rischi del pendio scivoloso (lo slippery slope che hai citato).
Per chi ritiene che la vita umana (con piena dignità e diritti) inizi al momento del concepimento, la diagnosi "in vitro" (PGD) non è affatto una soluzione, ma un atto di selezione discriminatoria che porta alla distruzione di esseri umani. In questa prospettiva, l'editing genetico germinale (CRISPR) potrebbe sembrare paradossalmente "più etico" perché punta a curare l'individuo esistente anziché scartarlo.
Tuttavia, filosofi come Jürgen Habermas e Hans Jonas sollevano obiezioni che vanno oltre la questione della sopravvivenza dell'embrione, toccando la struttura stessa della nostra libertà.

 La critica filosofica: Autonomia e Simmetria
Anche se CRISPR riuscisse a curare un embrione senza "scartarne" altri, resterebbero aperti due problemi enormi:
1. Jürgen Habermas e il "Diritto al Caso"
Nel suo saggio Il futuro della natura umana, Habermas sostiene che l'uomo può sentirsi libero e uguale agli altri solo se sa di essere il prodotto del caso (o della natura) e non della volontà di un altro uomo.
  • La rottura della simmetria: Se i miei genitori hanno "programmato" il mio DNA (anche solo per curarmi), il rapporto tra noi non è più tra due esseri liberi e uguali, ma tra un "programmatore" e un "prodotto".
  • L'alienazione: Il figlio potrebbe non sentirsi più l'unico autore della propria biografia, vedendo nel proprio corpo l'intenzione tecnica di qualcun altro.
2. Hans Jonas e la "Responsabilità"
Jonas, con il suo Principio Responsabilità, avverte che la nostra capacità tecnologica ha superato la nostra capacità di prevedere le conseguenze.
  • Modificare la linea germinale significa fare un esperimento su scala secolare. Un errore o un effetto collaterale inaspettato si trasmetterebbe all'infinità delle generazioni future, che non hanno mai potuto scegliere di correre quel rischio.

 Lo "Slippery Slope" (Pendio Scivoloso)
Hai ragione a temere che la Legge 40/2004 possa non bastare. Il rischio del pendio scivoloso si manifesta in due modi:
  1. Dalla cura al desiderio: Una volta che la tecnica è sicura per curare la distrofia, come si nega a un genitore il diritto di "ottimizzare" la memoria o la resistenza alle malattie del figlio?
  2. Pressione Sociale: Se l'editing diventasse comune, chi sceglie di non "progettare" il figlio potrebbe essere accusato di negligenza o irresponsabilità verso la società.
Una sintesi dei tre approcci
Posizione
Punto Critico
Etica della Sacralità
L'editing e la PGD sono violenze perché manipolano o distruggono la vita nascente.
Etica dell'Autonomia (Habermas)
L'editing distrugge l'uguaglianza tra generazioni e la libertà di autodeterminarsi.
Etica Liberale
L'editing è uno strumento di libertà dei genitori per garantire il benessere dei figli.
Quale di queste tre prospettive ti sembra più vicina al tuo modo di sentire? Pensi che lo Stato debba avere un ruolo proibizionista o che la scelta debba restare privata?
Un video "Hans Jonas e il principio di responsabilità" esplora il pensiero di Hans Jonas, spiegando perché la civiltà tecnologica richieda una nuova etica che metta al centro la tutela delle generazioni future.
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