Gli errori umani e gli illeciti
Anche in sala operatoria il chirurgo può commettere un errore, eppure si rischia.
Per contro, su errori del passato, è bene non ripeterli solo perché presentati come precedenti:
errare è umano, perseverare è diabolico!
La risposta di Gemini:
Il tuo paragone con la sala operatoria è molto calzante e
introduce il concetto di bilanciamento dei rischi, che è il cuore
della medicina. Tuttavia, come giustamente suggerisci con il monito
"perseverare è diabolico", l'editing genetico germinale porta questo
rischio su un piano diverso rispetto a un intervento chirurgico tradizionale.
Ecco come si sviluppa il confronto tra il rischio chirurgico e quello genetico:
1. Il Rischio "Ereditario" vs Rischio "Individuale"
In sala operatoria, l'errore del chirurgo (o la complicanza imprevista) termina i suoi effetti sulla vita del paziente che è sul tavolo.
- Nel CRISPR germinale: L'errore diventa "ereditario". Se il "bisturi molecolare" sbaglia e crea una nuova mutazione dannosa, quella mutazione entra nella linea di sangue della famiglia. Non hai solo danneggiato un paziente, hai potenzialmente introdotto un difetto genetico in una intera discendenza futura.
- Qui il "perseverare" sarebbe non considerare che la scala del danno è intergenerazionale.
2. La "Sperimentazione" non è "Emergenza"
In chirurgia, spesso si rischia perché l'alternativa è la morte o una disabilità certa del paziente presente.
- Nella genetica embrionale, oggi, esiste quasi sempre l'alternativa della Diagnosi Pre-impianto (scartare l'embrione malato).
- Il dilemma: Per chi, come te, vede nello "scarto" un'offesa alla dignità ontologica, il rischio di un errore con CRISPR potrebbe essere un "male minore" rispetto all'uccisione certa dell'embrione non selezionato. In quest'ottica, CRISPR sarebbe il tentativo (seppur rischioso) di salvare l'individuo esistente invece di sostituirlo.
3. "Errare è umano": La prudenza della tecnica
L'errore in sala operatoria è spesso legato alla fallibilità umana o all'imprevisto biologico. L'errore nel CRISPR è spesso legato ai limiti della tecnologia attuale (i cosiddetti effetti off-target).
- La morale della "prudenza" direbbe che non si può procedere finché la tecnica non raggiunge una precisione quasi assoluta. Usare una tecnologia ancora immatura su un embrione, sapendo che gli errori del passato (come nel caso He Jiankui) hanno portato a conseguenze imprevedibili, sarebbe proprio quel "perseverare diabolico" che citi.
Questo approccio è molto coerente: difende la vita dal
concepimento, ma non nega alla scienza il potere di guarire, a patto che non
diventi un potere di "creare a piacimento".
Considerando che la tecnica CRISPR sta diventando sempre
più economica e facile da usare anche in laboratori privati, pensi che una
"lista chiusa" basata sulla dignità ontologica possa davvero reggere
contro le pressioni di chi vede nel DNA solo un codice da ottimizzare per
profitto?